Quando è Google a citarti come fonte sulla salute del seno
Un magazine unbranded, una redazione scientifica, decine di specialisti a validare ogni articolo. Da zero a 538 keyword in prima pagina e citazioni nelle AI Overview di Google.
Polytech Italia produce protesi mammarie. È un’azienda di dispositivi medici, e come tale non può fare pubblicità diretta alle pazienti: lo vietano le regole del settore.
Da qui nasce Mani sul Cuore. Non un canale di marca, ma una fonte di informazione verificata sulla salute e la bellezza del seno, rivolta alle donne che cercano risposte e costruita insieme ai medici che quelle risposte le danno ogni giorno in ambulatorio. Il compito affidato a Square era costruire tutto questo dal nulla: nome, identità, sito, redazione, presenza organica e social. Nessun dominio con una storia alle spalle, nessun brand a fare da traino, un settore dove le prime posizioni su Google sono occupate da ospedali e portali medici.
Google classifica le pagine che parlano di salute come YMYL, Your Money or Your Life: contenuti che incidono sul benessere di chi legge, valutati con un metro diverso da tutto il resto. Su una query come “ricostruzione mammaria” competono strutture ospedaliere e testate con redazioni mediche strutturate. Un sito nuovo, senza brand e senza storia di dominio, parte indietro su ogni segnale di affidabilità.
L’impianto editoriale nasce da questo vincolo. Ogni articolo passa da una redazione composta da giornaliste scientifiche, dichiara le fonti in modo esplicito e viene validato da un medico riconosciuto. In cinque anni sono oltre 50 (tra chirurghi plastici, senologi e professori universitari) i professionisti coinvolti nel progetto, intervistati e citati con nome e credenziali. La firma in fondo al pezzo fa un lavoro preciso: dice a chi legge, e a chi indicizza, chi si prende la responsabilità di ciò che c’è scritto.
Sul fronte della ricerca la scelta è stata partire dal basso. Attaccare subito le query ad alto volume, con un dominio nuovo, brucia solo articoli. Meglio le domande specifiche, quelle che una donna digita quando ha un dubbio preciso e trova solo risposte generiche, dove la difficoltà competitiva è bassa. Quel lavoro paziente ha prodotto autorevolezza, e l’autorevolezza ha aperto le porte più pesanti: sulle keyword di difficoltà alta, dove competono le testate sanitarie, oggi Mani sul Cuore entra in prima pagina quasi un caso su due.
Naming, logo, sistema visivo e tono editoriale di un progetto che non esisteva. Un’identità che comunica cura e affidabilità senza mai scivolare nel clinico freddo o nel promozionale.
Architettura editoriale costruita per coprire il tema per intero: le sezioni Salute e Seno, Studi Scientifici, Mastoplastica Additiva e Ricostruttiva, e uno spazio Intervista dedicato alle voci dei medici. Ogni categoria è un cluster di contenuti che si rinforzano tra loro.
Mappatura delle query sulla salute e l’estetica del seno, priorità al long tail a bassa difficoltà nella fase di costruzione dell’autorevolezza, poi scalata verso i termini contesi. Contenuti profondi invece che numerosi: 109 articoli in cinque anni, ciascuno costruito per coprire un tema intero.
Il format intervista porta la voce del medico dentro il contenuto e la sua credibilità dentro il dominio. L’intervista a Roy De Vita, primario di chirurgia plastica e ricostruttiva all’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena, posiziona seconda sul nome stesso del chirurgo, una query da 5.400 ricerche al mese.
Apertura da zero dei canali su Facebook, YouTube e Instagram, con produzione di contenuti pensati per portare le persone dentro il magazine, non per inseguire vanity metric.
Contenuti verticali che estendono la portata dei temi trattati sul sito e alimentano un canale di scoperta parallelo alla ricerca.
Il risultato di cinque anni è un magazine che oggi Google usa come fonte, con una crescita organica costruita mattone su mattone.
Il filo che tiene insieme ricerca, sito e social è sempre lo stesso: Mani sul Cuore costruisce una community e intercetta la persona nel momento esatto in cui cerca. Una donna con un dubbio sul proprio seno trova una risposta scritta da una giornalista scientifica, validata da uno specialista, con le fonti in chiaro. Polytech, nel frattempo, rafforza il brand nella comunità dei chirurghi e, tramite un sostegno non condizionante, presidia un territorio informativo cruciale.
Non vendiamo servizi. Costruiamo direzioni.
Non cerchiamo visibilità. Costruiamo rilevanza.
Non inseguiamo trend. Costruiamo sistemi che durano.
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