Lo scoglio più grande del progetto era individuare la giusta voce per una piattaforma che vive di intrattenimento veloce e genuino.
Pompea vanta una storicità formidabile grazie alle indimenticabili pubblicità televisive italiane, ma doveva costruire da zero la propria identità per il pubblico di TikTok. L’errore da evitare assolutamente, comune a molti grandi investitori pubblicitari, era quello di replicare una comunicazione istituzionale, perfetta e filtrata, che gli utenti percepiscono subito come finta e distante.
Poiché l’algoritmo premia il tempo di permanenza e l’autenticità, bisognava abbandonare il piedistallo aziendale per creare contenuti organici, capaci di trattenere, far sorridere e dialogare con le persone.