Il moodboard ha chiuso il tono: bianco e nero, materia, superfici tagliate. La palette esce da lì. Platino e Cemento, un nero freddo virato appena al blu. Nessun terzo colore.
Moda di lusso prodotta in Italia, di carattere gotico e moderno.
Restare elegante e suonare ribelle: la visione di un marchio d’abbigliamento che aveva già un carattere. Noi gli abbiamo dato forma.
I valori che il cliente ci ha messo sul tavolo erano cinque: semplicità, storicità, attenzione al dettaglio, esperienza, innovazione. Poi abbiamo aperto il brainstorming e sul foglio sono comparse altre parole. Ribelle. Libertà. Lotta. Inchiostro. Catrame. Fumo. Notte. Profano. Roma. In basso, scritto a mano: enfant terrible, rosa nera, stile gotico ed elegante. Da lì siamo andati a cercare chi quel carattere lo aveva già attraversato. Marcel Duchamp nei panni di Rrose Sélavy, Jean-Michel Basquiat, Letizia Battaglia, Yohji Yamamoto, Filippo Sorcinelli. Uno scultore, un pittore, una fotografa, uno stilista, un naso. Li abbiamo portati nel moodboard per il modo in cui traducono un’idea in una forma, prima ancora che per le opere.
Due colori, un carattere
Il moodboard ha chiuso il tono: bianco e nero, materia, superfici tagliate. La palette esce da lì. Platino e Cemento, un nero freddo virato appena al blu. Nessun terzo colore.
Un segno, due letture
Cinque concetti sono passati alla fase grafica: libertà, oscurità, italianità, notte, profano. Ne sono nati tre simboli.
La S gotica, storica, fredda, elegante. La viola nera, un fiore che in Italia cresce spontaneo, qui in versione notturna. La falena, animale che vola di notte e non chiede permesso.
Poi la mossa che tiene insieme le tre cose. Abbiamo preso la S gotica e l’abbiamo specchiata. Nello specchio si aprono due ali di falena e, sotto, i petali della viola. Un solo segno, due letture, a seconda di quanto lo guardi.
Alla fine abbiamo ammorbidito gli angoli, per togliere al tratto un inizio e una fine e far girare l’occhio senza inciampi.
Il marchio esce dal PDF e finisce sull’invito della sfilata, sulla shopping bag, sul muro di un palazzo. Cambia scala, non cambia faccia. È lì che si capisce se un logo tiene.
Non vendiamo servizi. Costruiamo direzioni.
Non cerchiamo visibilità. Costruiamo rilevanza.
Non inseguiamo trend. Costruiamo sistemi che durano.
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