7 Apr 2026 - Social Media

Engagement sui social nel 2026: cosa dicono 52 milioni di post

Engagement sui social nel 2026: cosa dicono 52 milioni di post

Come sta l’engagement sui social? Dipende.

Buffer ha analizzato oltre 52 milioni di post su 10 piattaforme tra gennaio 2024 e dicembre 2025: il risultato è un dataset davvero notevole su come funziona davvero l’engagement nel 2026.

Tre spoiler:

  • Il formato da non snobbare su LinkedIn? Il carosello.
  • Il driver di engagement più sottovalutato? Rispondere ai commenti.
  • A che ora devo postare sui social? NO.

Una strategia sui social media deve quindi definire quale engagement genera valore, per chi e in quale fase della relazione con il pubblico.

I benchmark piattaforma per piattaforma

Le medie di engagement rate, calcolate come (like + commenti + condivisioni + salvataggi) / follower × 100, mostrano uno scenario molto diversificato:

Piattaforma Engagement Rate 2025 Variazione YoY
LinkedIn 6,2% –5%
Facebook 5,6% +11%
Instagram 5,5% –26%
TikTok 4,6%
Pinterest 4,0% +23%
Threads 3,6% –18%
X (Twitter) 2,5% +44%

Un dato vale più degli altri: Instagram perde il 26% anno su anno, eppure rimane al terzo posto. X guadagna il 44%, ma parte da 2,5% e arriva a 2,5%

Il segnale più forte: rispondere ai commenti

Su quasi 2 milioni di post analizzati da sei piattaforme (Threads, LinkedIn, Instagram, Facebook, X, Bluesky), i post dove l’autore risponde ai commenti performano sistematicamente meglio di quelli senza risposta.

I numeri:

  • Threads: +42% di engagement per i post con risposte dell’autore
  • LinkedIn: +30%
  • Instagram, Facebook, X, Bluesky: risultati coerenti, con vantaggi significativi su tutti i network

 

Il formato: LinkedIn e i caroselli

Su LinkedIn, i dati del 2026 confermano elementi interessanti:

  • Caroselli: engagement rate mediano del 7,8%, con i post più performanti sopra il 21,77%
  • Video: priorità dichiarata dalla piattaforma, ma engagement mediano ancora inferiore ai caroselli. Questione di tempo o di abitudini? Stiamo a vedere.
  • Immagini: 6,52%, solide, non eccezionali
  • Link post: 3,81%, penalizzati dall’algoritmo che preferisce contenuto nativo
  • Testo: 3,18%

La teoria di Buffer: LinkedIn sta seguendo lo stesso pattern di Instagram. Il video porta reach, il carosello porta engagement. Se vuoi visibilità, investi in video. Se vuoi conversazione e interazione, il carosello è ancora imbattuto.

Su Instagram: Reel per la reach, caroselli per l’engagement

Stesso schema, contesto diverso. L’analisi di oltre 4 milioni di post Instagram mostra:

  • Reel: massima reach, soprattutto verso non-follower. Il formato per crescere.
  • Caroselli: engagement più alto in assoluto — like, commenti, salvataggi, condivisioni.
  • Foto singole: penultimo posto su entrambe le metriche. Utili, ma mai la prima scelta.

La strategia implicita: usa i Reel per portare persone nella tua audience, usa i caroselli per tenerle. Non è una scelta tra uno e l’altro, è una divisione del lavoro.

Il timing: NO

Una delle conferme che aspettavamo. Il gap tra chi posta nell’orario ottimale e chi no è reale, ma è molto più piccolo del gap tra chi posta con costanza e chi no.

Su 4,8 milioni di osservazioni settimanali, gli account che saltano settimane di posting vanno peggio in modo significativo rispetto a quelli che mantengono una frequenza anche modesta. Il numero di opportunità di essere visti è direttamente proporzionale alla frequenza.

Questo non significa che il timing sia irrilevante ma se stai spendendo più tempo a scegliere l’orario perfetto che a rispondere ai commenti, stai ottimizzando la variabile sbagliata.

I dati sull’orario ottimale per LinkedIn, per esempio, mostrano un cambio rispetto al 2025: il picco si è spostato dal range lavorativo (mattina) al pomeriggio-sera. Le persone accedono a LinkedIn fuori dall’ufficio più di quanto non facessero un anno fa.

Compiti per casa

  • Rispondi sistematicamente ai commenti, o li leggi e basta?
  • Su LinkedIn, il tuo mix di formati riflette i dati?
  • La tua frequenza è costante o a singhiozzo?

 

Nicola Ferrari

Nicola Ferrari

Marketing Manager

Digital Marketing Strategist e docente presso corsi universitari e master executive, segue da più di 15 anni progetti e brand a livello nazionale e internazionale con un’attenzione specifica su performance e approcci omnichannel.

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