Come sta l’engagement sui social? Dipende.
Buffer ha analizzato oltre 52 milioni di post su 10 piattaforme tra gennaio 2024 e dicembre 2025: il risultato è un dataset davvero notevole su come funziona davvero l’engagement nel 2026.
Tre spoiler:
- Il formato da non snobbare su LinkedIn? Il carosello.
- Il driver di engagement più sottovalutato? Rispondere ai commenti.
- A che ora devo postare sui social? NO.
Una strategia sui social media deve quindi definire quale engagement genera valore, per chi e in quale fase della relazione con il pubblico.
I benchmark piattaforma per piattaforma
Le medie di engagement rate, calcolate come (like + commenti + condivisioni + salvataggi) / follower × 100, mostrano uno scenario molto diversificato:
| Piattaforma | Engagement Rate 2025 | Variazione YoY |
|---|---|---|
| 6,2% | –5% | |
| 5,6% | +11% | |
| 5,5% | –26% | |
| TikTok | 4,6% | — |
| 4,0% | +23% | |
| Threads | 3,6% | –18% |
| X (Twitter) | 2,5% | +44% |
Un dato vale più degli altri: Instagram perde il 26% anno su anno, eppure rimane al terzo posto. X guadagna il 44%, ma parte da 2,5% e arriva a 2,5%
Il segnale più forte: rispondere ai commenti
Su quasi 2 milioni di post analizzati da sei piattaforme (Threads, LinkedIn, Instagram, Facebook, X, Bluesky), i post dove l’autore risponde ai commenti performano sistematicamente meglio di quelli senza risposta.
I numeri:
- Threads: +42% di engagement per i post con risposte dell’autore
- LinkedIn: +30%
- Instagram, Facebook, X, Bluesky: risultati coerenti, con vantaggi significativi su tutti i network
Il formato: LinkedIn e i caroselli
Su LinkedIn, i dati del 2026 confermano elementi interessanti:
- Caroselli: engagement rate mediano del 7,8%, con i post più performanti sopra il 21,77%
- Video: priorità dichiarata dalla piattaforma, ma engagement mediano ancora inferiore ai caroselli. Questione di tempo o di abitudini? Stiamo a vedere.
- Immagini: 6,52%, solide, non eccezionali
- Link post: 3,81%, penalizzati dall’algoritmo che preferisce contenuto nativo
- Testo: 3,18%
La teoria di Buffer: LinkedIn sta seguendo lo stesso pattern di Instagram. Il video porta reach, il carosello porta engagement. Se vuoi visibilità, investi in video. Se vuoi conversazione e interazione, il carosello è ancora imbattuto.
Su Instagram: Reel per la reach, caroselli per l’engagement
Stesso schema, contesto diverso. L’analisi di oltre 4 milioni di post Instagram mostra:
- Reel: massima reach, soprattutto verso non-follower. Il formato per crescere.
- Caroselli: engagement più alto in assoluto — like, commenti, salvataggi, condivisioni.
- Foto singole: penultimo posto su entrambe le metriche. Utili, ma mai la prima scelta.
La strategia implicita: usa i Reel per portare persone nella tua audience, usa i caroselli per tenerle. Non è una scelta tra uno e l’altro, è una divisione del lavoro.
Il timing: NO
Una delle conferme che aspettavamo. Il gap tra chi posta nell’orario ottimale e chi no è reale, ma è molto più piccolo del gap tra chi posta con costanza e chi no.
Su 4,8 milioni di osservazioni settimanali, gli account che saltano settimane di posting vanno peggio in modo significativo rispetto a quelli che mantengono una frequenza anche modesta. Il numero di opportunità di essere visti è direttamente proporzionale alla frequenza.
Questo non significa che il timing sia irrilevante ma se stai spendendo più tempo a scegliere l’orario perfetto che a rispondere ai commenti, stai ottimizzando la variabile sbagliata.
I dati sull’orario ottimale per LinkedIn, per esempio, mostrano un cambio rispetto al 2025: il picco si è spostato dal range lavorativo (mattina) al pomeriggio-sera. Le persone accedono a LinkedIn fuori dall’ufficio più di quanto non facessero un anno fa.
Compiti per casa
- Rispondi sistematicamente ai commenti, o li leggi e basta?
- Su LinkedIn, il tuo mix di formati riflette i dati?
- La tua frequenza è costante o a singhiozzo?